Il gusto dei libri. “Omelie per Birrerie con Terzine per Cantine” di Fra’ Roberto Brunelli

Più che Gente di Campo stavolta dovremmo intendere Gente di Birra Gente di Vino.

Inizio con la prima, collegandomi a Lorenzo Lotto. Il pittore veneto-marchigiano dipinse una cappella di Trescore Balneario con la Santa Brigida (quella irlandese, di Kildare) che tramuta due barili d’acqua in birra spumeggiante. I monaci, si sa, quelli trappisti in particolare, sono stati e sono i migliori produttori di birra. L’orzo, per dirla con la benedettina Gloria Riva, «è sempre stato direttamente collegato con le realtà divine e spirituali». Stavolta però è un frate minore conventuale, un francescano dell’arcidiocesi di Fermo, a parlarci di birra e vino.

Firmandosi chestertonianamente, Il Patriota cosmico, ha scritto un tascabile che è un vero gioiellino, quasi un libro da viaggio come si faceva un tempo, da tener nel taschino e consultare di tanto in tanto.

Titolo: Omelie per Birrerie con Terzine per Cantine. 47 paginette di citazioni, frasi, brevi racconti di personaggi noti.

Scorro il libretto, con Chesterton: «La mia mira nel colpire le bocce non è mai stata così precisa come quella nell’afferrare la birra», oppure con il Daily Express: «La buona birra è la base della vera temperanza».

Il nostro autore, da giovin sacerdote, iniziando una omelia disse: «Come scriveva un autore inglese “Bisogna ringraziare Dio per la Bibbia e per il Borgogna non bevendone troppo”… scusate, non era la Bibbia, ma la birra…».

Il Patriota cosmico era astemio. Un confratello più adulto gli fece questo ragionamento: «Se devi diventare sacerdote devi dire Messa; se devi dire messa devi imparare a bere il vino». Ragionamento limpidissimo, cui Il Patriota si adeguò quasi subito e credo con piacere.

Torno sul libricino. Galileo Galilei scriveva: «Il vino è la luce del sole tenuta insieme dall’acqua»; per Louis Pasteur «Una bottiglia di vino contiene più filosofia che tutti i libri del mondo». Oppure Dumas: «Il vino: cioè la parte intellettuale del pasto». Sembra un po’ blasfema la frase attribuita a Noè in dialogo con la moglie: «Non m’importa dove va l’acqua, purché non vada nel vino». Un po’ meglio quella di Gibran per il miracolo di Cana: «L’acqua vide il suo Dio e arrossì».

Prima del saio, Il Patriota cosmico, di famiglia belmontese, ha studiato all’Istituto tecnico agrario di Ascoli Piceno. Dopo aver lavorato a Fano come ispettore di igiene è entrato nell’ordine dei Frati Minori Conventuali.

Come ogni francescano, Il Patriota gode delle cose del creato, dunque anche di vino e birra. E annota: «Nessun animale ha mai inventato qualcosa di brutto come l’ubriachezza, ma neppure qualcosa di bello come la birra». Bevete, ma con discrezione e «bevete perché siete felici, ma mai perché siete infelici. Non bevete mai quando, senza l’alcol, vi sentite derelitti… L’ubriacone e l’astemio commettono lo stesso errore: considerano il vino una droga e non una bevanda».

Dimenticavo: i proventi della vendita del libricino andranno per scavar pozzi d’acqua nelle missioni francescane del Burkina Faso, Zambia, Ghana.

E dimenticavo ancora: Il Patriota ha un nome proprio: fra Roberto Brunelli. Alla salute!

(da www.laboratoriodietamediterranea.it)

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