Oscar Quagliarini, il profumo dei cocktails

Oscar, romano, 40 anni, per chi non lo conoscesse, fa parte dei Top World Bartender. Botta e risposta con uno dei maggiori talenti italiani
Come si definirebbe. Di base sono barman, appassionato di erboristeria e profumeria, passioni che mi hanno portato poi a creare vermouth, bitter e profumi.
Come è cominciata l’avventura. Ventuno anni fa, ero musicista e mi sono dato da fare perché dovevo dei sintetizzatori.
Come è proseguita. Grazie all’incontro con Frog che mi ha trasmesso la passione e mi ha fatto capire quanto fosse importante conoscere e studiare la materia.
I miei cocktails. Nel corso degli anni ho sviluppato diverse ricette di signature drink, dovendo seguire da vicino diverse aperture di locali in Europa e anche fuori Europa.
Il vero Gin & Tonic secondo me. Con Tanqueray gin, spicchio di lime non spremuto, tonic superior.
Breve viaggio sui distillati italiani. Capovilla resta il miglior distillatore in assoluto. Per gli italiani, trovo molto buono Acqualuce, ma anche Tovels.
Le collaborazioni. Con Imperdibile di Fava sto creando una serie di perfect serve e combinazioni con spirits e liquori vari.
Botanicals: presente e futuro. Credo che stiano giocando troppo con botanicals assurde, sia nei gin che nelle toniche. Stanno azzardando troppo, il che produce porcherie.
L’importanza degli odori. Primaria.
Perché ho studiato e mi sono appassionato ai profumi. L’esperienza di Herbarium. Per gioco, sette anni fa, ho provato a ricreare in versione edible le fragranze di Guerlain. Poi ho incontrato Isabelle e Camille della maison Goutal e da lì è iniziato tutto.  Herbarium è il punto d’arrivo, un vero e proprio bar a profumi.
L’importanza del packaging. Purtroppo fondamentale.
L’interazione dei cocktails con la grande (e piccola) Cucina. Può coesistere ma non impazzisco.
Persone che non professionalmente non dimenticherò mai. Camille e Isabelle.
Qualcosa che mi ricordo sempre e vorrei raccontare. Un giorno da Herbarium, prima di aprire, rimontavo e ripulivo le bottiglie, quando mi dicono che c’è fuori seduto Coppola, incuriosito dal progetto.  Sbuffo convinto fosse Coppola il parrucchiere, così glielo racconto di fretta senza dargli troppa importanza sebbene fosse entusiasta e mi ripetesse che, pur girando il mondo, non aveva mai visto una cosa simile. Sorrido per cortesia e lo saluto di corsa, ritornando al mio lavoro. Solo dopo mi dicono he si trattava di Francis Ford Coppola!

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