Come distruggere in Italia un patrimonio enogastronomico

A cosa servono le istituzioni? A giudicare da ciò che è successo dopo il terremoto, a nulla. Hanno lasciato nel più completo abbandono le zone colpite dal sisma, compresi vecchi e bambini, destinandoli a case inservibili, poche rispetto ai bisogni e sono passati due anni, per una ragione semplice: le zone montane sono disabitate rispetto alle città. Volendoli anche contare, sono pochi voti disponibili per i politici che quassù, tra Umbria e Marche, vengono solo a fare passarella.

Ma c’è un aspetto ancora più grave, se c’è una scala di valori possibile sulle bassezze umane. A Castelluccio hanno appena rimesso a posto - quasi a posto, con grandi disagi per le auto – la strada che porta a Norcia. Due anni dopo, due anni d’isolamento. Le casette per i poveracci colpiti dal terremoto, quelle no, non le hanno fatte. Eppure, in questa piana infiorata d’estate con turisti che venivano da tutto il mondo per ammirare lo spettacolo e che dà le lenticchie più buone di tutte, la Regione vuole imporre, indovinate cosa, un … centro commerciale! Signori, il Deltaplano, così si chiama, per far decollare gli interessi di pochi alla faccia di chi è rimasto senza niente! Una grande astronave di cemento in mezzo ai monti e nel bel mezzo del Parco nazionale dei Sibillini!

C’è poco da commentare. Sono tragedie. La cretinaggine è una tragedia. Le lenticchie? Che scompaiano con i loro produttori. Invece di assisterli, lo Stato italiano dà loro la legnata finale. Cristo non si ferma più a Eboli, ma un po’ dovunque in Italia di questi tempi. Non sanno più dove sia la vergogna. E con questa presunzione distruggono il Belpaese e le sue eccellenze.

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