Gin Primo. E Unico

di Giovanni Giacchi – Nella mia Londra non avevamo spazio che per i Gin & Tonic. Quelli che mi tenevano compagnia, Dio li salvi, erano della middle class (a cui si mischiava la Regina Madre, grande frequentatrice dei pub attorno a Buckingham Palace e bevitrice appassionata dei frutti alcolici del ginepro). Il gin è nato come cura e sollievo di ogni soldato in battaglia, sin dalla Guerra dei Trent’anni, nel Seicento. “Il Gin & Tonic ha salvato più vite e menti inglesi che tutti i medici dell’Impero” disse una volta Winston Churchill, che di bevande se ne intendeva.

Tutto ciò per dire che quando ho scoperto che tra i più buoni gin al mondo ci sono quelli italiani, beh, oltre all’orgoglio ho rispolverato la famose sentence di Humprey Bogart: “Il mio problema con il mondo è che tutti sono indietro di qualche drink”. Una battaglia, appunto. Ma il cuore s’è allargato ancora più con un grande gin romagnolo, che porta con sé le brezze marine del sale di Cervia – e anche i botanicals sono del territorio: la nota amara è quella della santolina cenere, quella agrumata dell’erba luigia, e il resto è lavanda, perché a Cesena il 24 giugno, si festeggia il santo patrono San Giovanni con un mazzetto di questi fiori blu e profumati. Si chiama Gin Primo, come nella tradizione romagnola di chiamare i figli per ordine. Non si ha però notizia di parenti, perché questo è un gin unico al mondo – nessuno, che si sappia, usa il sale – partorito dalla cura dell’appassionato Federico Lugaresi e del mastro distillatore Carlo Quaglia.

E’ l’Italian Job, fatto con una competenza riconosciuta anche all’estero. E’ l’aria salmastra che ”profumava” i film di Fellini e il fragore di mille battaglie. Anche personali. “E’ il sapore di sale sulla pelle e il ricordo di storie di marinai e dell’amore per le loro terre” come dice Federico. Sì, perché Gin Primo è figlio della Romagna e della sua ospitalità senza limiti. E’ il piacere di stare e passare bene il tempo.

“Nuttless mi insegnò che il gin era indispensabile da tenere a casa, così come l’acqua tonica” – magari, aggiungo,  l’acqua Imperdibile. Un giorno devo farli incontrare, Federico e Fava (sperando che non si conoscano), fingendo che tutto sia stato casuale, così come si sono visti per la prima volta, a loro tempo, Nuttless e Vinicio Capossela.

 

 

 

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