Un’occhiata a Londra: intervista a Oscar Panizzon

Oscar Panizzon è un grande professionista che vive da 25 anni a Londra ed opera nel settore del Food & Beverage. Una chiacchierata con lui ci ha fatto capire molte cose sulla capitale inglese.

D- Il mercato UK del Food & Beverage è considerato ”maturo”. Dal tuo punto di vista di professionista puoi spiegare ai nostri lettori cosa significa questo termine?

R- Più che maturo preferirei definirlo “saturo”, nel senso che tutti vogliono entrare qui con i loro prodotti. Londra e’ un centro multiculturale, con piu di 10 milioni di abitanti ed è però aperta a tutti. Vorrei paragonare Londra ad un vortice: se il tuo prodotto piace ed arriva nei punti giusti… Finisce nel vortice e volano le vendite.

D- Un consiglio per le aziende italiane: come proporre i loro prodotti in UK?

R- E’ importantissimo selezionare il prodotto e puntare sulla grande qualità. Dev’essere qualcosa di nuovo, di originale e soprattutto che nasca da una passione, capace di soddisfare un cliente che, oggi, ne capisce molto di qualità e freschezza, pronto ad apprezzare molto di piu che dieci anni fa e perciò disposto a pagare di più per ottenere il meglio.

D- Cosa manca, a tuo giudizio, alle aziende per eccellere in mercati competitivi come quello UK?

R- La mia esperienza in generale mi ha dimostrato che le aziende vogliono entrare nel mercato, in molte occasioni senza avere fatto nessuna ricerca a riguardo e purtroppo con un approccio “italiano”, ossia senza essere disposti a rischiare investimenti per il marketing che sono essenziali. La vita stessa ci insegna che uno raccoglie quello che semina. Il mio motto è: nella vita e nel business, non si perde mai: s’impara o si vince. A volte si tratta di “lezioni” costose, sia a livello economico che personale, ma se non c’è la passione e la tenacia il cammino si fa difficile.

D- C’è un particolare settore del Food & Beverage in UK che in questo momento puoi consigliare?

R- Il mercato del vegano, biologico, naturale, organico sta crescendo sempre di più, alimentato da una coscienza del consumatore rivolta ai prodotti genuini, privi di chimica e conservanti, senza tante aggiunte di sali e zuccheri. Direi che c’è una richiesta del piccolo produttore artigianale più che del grande produttore industriale, anzi in contrapposizione: il che ci riporta al mio concetto di passione e genuinità.

D- Che possibilità può avere un’azienda italiana sul mercato Uk? E’ vero che la dimensione medio-piccola può essere un limite?

R- Non sono assolutamente d’accordo che per la piccolo-media azienda ci siano dei limiti, anzi! Lo Stato italiano avrebbe il dovere di sovvenzionare queste aziende per aiutarle ad inserirsi in questo mercato ed il tutto a beneficio reciproco. Abbiamo degli ottimi prodotti e dei fantastici produttori, ma siamo un disastro nel marketing.

D- Da esperto di settore e sempre partnedo da Londra come mercato numero uno per un’azienda di Food & Beverage, quali altri mercati potresti consigliare?

R- La mia esperienza mi dice che uno dei mercati principali, se non il principale, è quello londinese. Hong kong, New York, Tokio sono altri mercati oggi “trend” da considerare anche se la Cina e alcuni mercati arabi non sono assolutamente da sottovalutare.

D- Ci puoi raccontare qualche aneddoto della tua vita professionale?

Arrivai a Londra per la famosa storia di cui tutti parlano: per imparare l’inglese. Le lingue straniere sono sempre state la mia passione e l’idea era poi d’insegnare.  Il settore dell’Hospitality mi permise di lavorare e studiare di sera all’ università per ottenere la mia laurea e il mio master dopo 6 anni di scalata. Poi ho cominciato con il settore del Food & Beverage. Credo che sia importante fare un po’ di tutto nella vita per essere poi capaci di capire la nostra vera “mission”!

D- Ci puoi descrivere Londra e il mercato Uk in poche parole?

R- Come giustamente diceva Oscar Wilde, chi e’ stanco di Londra e’ stanco della vita… Vibrante, curioso, frenetico, appassionante, stimolante! Per molti ma non per tutti!

D- Quali sono i tuoi posti e locali favoriti?

R- Bazzico in molti, ma in alcuni ci devo ritornare regolarmente… Il Tozi bar e restaurant a Vittoria, I due Veneti a Wigmore street, Il Dandelyan bar a South Bank, il Looking Glass Cocktail Club ad Hackney, Il Chotto Matte a Soho e recentemente un nuovo piccolo tesoro sardo, Il Sardinia Corner a Holborn…

D- Credi che il turismo enogastronomico in direzione Italia sia un’opportunità futura?

R- Assolutamente sì, anzi ogni volta che torno in Italia vedo solo ottime opportunità di sviluppo. Allo stesso tempo mi rattrista vedere come stiamo rimanendo indietro per una mancanza di visione e specialmente per un sistema statale parassitario che mi permetto di ripudiare e che di fatto ha costruito la mia fortuna. E’ incredibile dirlo ma lasciare l’Italia 25 anni fa è stata una buona scelta.

You may also like...

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>