Nicolucci, Sangiovesi veri. Una tradizione che continua e si migliora

Praesidium Domini Appi, dal nome dell’antica famiglia gentilizia romana da cui è poi è nata la moderna accezione di Predappio, è sempre stato un luogo strategico per via dei passaggi per il commercio dall’Adriatico al Tirreno e delle truppe che qua edificavano rocche e castelli per la propria protezione. E’ dall’anno Mille che l’economia locale è basata sulla produzione del Sangiovese, il nettare rosso che è diventato un oggetto di desiderio in tutto il mondo; i produttori locali non si sono lasciati sedurre da altre mode passeggere.

Alessandro Nicolucci è uno di questi maestri del vino, da quattro generazioni: i suoi antenati iniziarono da mezzadri affittuari con il bisnonno Giuseppe, che tramandò l’arte del produrre al figlio Amedeo: questi, al ritorno dalla prima guerra mondiale, acquistò la Vigna del Generale, la più antica della zona – ha quasi cento anni -, la madre di tutti i Sangiovesi. Un terreno che ha una storia lunga, la cui leggenda si tramanda di bocca in bocca, come quella appunto del Generale, da cui il nome, che al ritorno dal fronte si fece amico un lupo ghiotto d’uva. Oggi quel vino, una Riserva, è ambito in tutte le tavole italiane ed estere. Ha la compattezza e la forza di queste terre e la generosità delle sue genti. Siamo nella Romagna dei terreni argillosi e molto asciutti, che danno vini robusti, oggi più morbidi e suadenti. La famiglia Nicolucci si trova da generazioni a La Prè, questa la vera accezione di Predappio Alta.

Le creazioni di Nicolucci sono Sangiovesi “classici, scevri da mode e influenze passeggere”, corpose testimonianze di una storia che continua. Vigne, territorio e clima sono un tutt’uno. A partire dall’ormai famoso Nero di Predappio, che ha carattere risoluto fatto di tannini vividi e una fresca mineralità, e l’apprezzato prodotto di punta, la Vigna del Generale, che ha la forza e l’espressività delle colline che lo generano. La Romagna è patria anche dell’Albana e del Trebbiano, vini indicati per aperitivi o primi piatti più delicati come i passatelli in brodo, e vini da dessert.

Crediamo che sia vero quanto dice Leonardo Da Vinci – “Et però credo che molta felicità sia agli homini che nascono dove si trovano i vini buoni”-: infatti la bonomia e la generosità dei romagnoli è rinomata dappertutto, così come il loro carattere forte, proprio quello del Sangiovese.

(La storia, i vini, le tradizioni: Nicolucci è raccontato anche in un libro edito dalla nostra rivista Gusto in Viaggio, in uscita a fine mese)

You may also like...

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>