Con Mauro Bompani se ne va un grande creatore di vini ed un amico

Abbiamo incontrato poche persone appassionate come Mauro Bompani. Sul Lambrusco, un prodotto vero come la sua Emilia: la sua tenacia innovativa ha qualcosa di leggendario per intensità e risultati. Ha seguito le lezioni di Elio Garuti, il suocero, e come lui tutta la vita, con il “furore” che spetta solo ai creativi, ha inseguito il suo sogno: un’idea semplice e moderna, quella di rendere il Lambrusco un vino sempre più attraente e competitivo sui mercati, elegante e gentile come le sue maniere, sincero e unico. 

Mauro può dire di aver vinto la sua scommessa. Al timone della Garuti, ha portato i vini dell’azienda a un’eccellenza mondiale di qualità, senza dimenticare le origini: che erano poi anche i discorsi che si facevano a tavola, storie e segreti da raccontarsi davanti al camino, da amici. Salutiamo qui un grande innovatore, uno che ha portato il Lambrusco ad essere lo “champagne rosso” che ci invidiano ovunque nel mondo, con l’onestà del lavoro e della sperimentazione. E’ lui che ha rilanciato la tradizione, gli insegnamenti di Elio e Romeo.

Tutti i suoi Lambrusco di Sorbara sono il simbolo di una terra e il futuro di una cultura che rimarrà sempre viva perché opera di persone innamorate. Ne sono testimonianza il figlio Alessio, che da anni lavora con il padre, e la moglie Antonella, a cui va un abbraccio affettuoso da me, Fabio e la redazione. Abbiamo perso qualcosa perché abbiamo avuto la fortuna di conoscere Mauro. Se però, come diceva Diderot, esiste solo una passione, quella per la felicità, siamo certi che lui l’abbia sempre conosciuta.

 

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