Olivum, la parola magica del benessere

di Giovanni Giacchi – Ci sono i mari, in questa storia, le colline friulane, una ventosa ed austera città di frontiera da cui partire e a cui ritornare (“La mia anima è a Trieste” scrisse James Joyce) e la pianta della vita, l’ulivo. C’è un signore, Livio Pesle, che dopo essere stato agente e poi amministratore delegato di una società marittima, decide di fare l’armatore, e per farlo deve attraversare i mari.

Sembra l’eco di una storia friulana che Claudio Magris costruì sull’amicizia tra il filosofo goriziano Carlo Michelstaedter ed Enrico Mreule, grecista, che un giorno decise di partire per la Patagonia – incontrando spazi sconfinati e culture diverse: quello degli oceani è un “Altro mare” (così si intitola il libro) rispetto al suo, a cui Mreule ritornerà.

La South Seas Steamship Company di San Francisco, proprietà di Pesle, trasportava per lo più tonno in scatola dagli Stati Uniti alla Polinesia, alle Samoa americane, a Pago Pago, a Papeete. E’ stata ceduta trentanni fa, quando il signor Livio tornò in Italia per affittare delle vigne all’ombra dell’Abbazia di Rosazzo e fare del vino. Pesle, a quel tempo, trasforma le cantine per farne gelatine di vino, salse e condimenti, prodotti destinati all’alta ristorazione.

Un incontro a Vienna, dopo tredici anni di vita investiti con passione sulla viticultura, gli sconvolge la vita. E’ un medico oncologo che gli parla delle proprietà terapeutiche infinite delle foglie d’ulivo. Quelle foglie da cui poi Pesle grazie alla ricerca scientifica inventa un decotto, l’Olivum, di grandi proprietà salutari, che oggi è il motivo per cui è conosciuto nel mondo e ha aperto quattro sedi all’estero in network marketing (leggi dell’azienda nel’articolo a fianco).

Diceva Einstein che “ogni cosa che puoi immaginare, la natura l’ha già creata”. Bastava solo riuscire a vederla. Le foglie dell’ulivo contengono una potenza incredibile, trenta volte superiori per gli effetti benefici a quella del comune olio extravergine, ne basta un cucchiaino al giorno.

Bastava soltanto “vedere” l’infuso e far capire che è un prodotto naturale: le intuizioni di Livio e del figlio Luigi si chiamano oggi Evergreen Life, cinque anni di vita e un fatturato quintuplicato in tre anni, investimenti in ricerca e sviluppo, un’Accademia formativa e soprattutto una Fondazione, presieduta da Alessandra Vidon Pesle (nella foto di cover), che con sei borse di studio in pochi anni ha sostenuto e incentivato il merito e i giovani nel territorio.

 

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