Lambrusco, Garuti: “Oggi siamo al top della qualità. E’ necessario raccontarne storia e cultura”

 

alessioALESSIO BOMPANI è il responsabile estero della Garuti Vini, un’azienda modenese che ha sempre prodotto del Lambrusco di grande qualità. Quest’anno è andata ancora meglio: è la . Pronipote del fondatore, Alessio ci dà la possibilità di fare un viaggio nel mondo di questo vitigno – solidità passata, importanti realtà presenti e speranze future – che ha incantato il mondo, ma solo negli ultimi anni con i suoi migliori prodotti. “L’esperienza più bella che ho avuto non l’ho fatta all’estero ma in azienda – ci racconta Alessio – Un giorno avevo una delegazione dagli Stati Uniti in visita in cantina. Quando è stato il momento di fare la degustazione questi non appena hanno assaggiato il nostro Lambrusco di Sorbara hanno esclamato con stupore e compiaciuti: ‘ma questo non è lo stesso Lambrusco che troviamo da noi!”. Questa esclamazione mi ha fatto capire che al di fuori dall’Italia c’è tanta gente che è curiosa di scoprire la realtà dei nostri prodotti e che per noi ci possono essere enormi opportunità all’estero”. C’è un mondo là fuori che aspetta di conoscere la storia di questo grande vino. “Dobbiamo andare e fare conoscere quello che è realmente il nostro caro Lambrusco. Farne cultura. Raccontarlo, spiegarlo, fare capire che il Lambrusco può essere un vino di grande qualità”.

Alessio, come è nata la “vocazione” estera dell’azienda? “Quando sono rientrato in azienda da un’esperienza di studio e lavoro in Australia. Mi sono incuriosito ancora più verso i vari mercati internazionali, ho cercato di capire quelli che sono i vari gusti,m perché scelgono in un certo modo invece che in altro, e ho visto che in alcuni Paesi in particolare potevano esserci eventualmente delle opportunità. Così, avendo anche la conoscenza dell’inglese, ho iniziato la ricerca di contatti utili a cui poter proporre la nostra gamma di vini. E’ stato il primo passo”.

I mercati esteri sono oggi per un’azienda una scelta o una necessità? “Sono entrambe le cose. Una scelta perché ci teniamo a promuovere il nostro territorio ed il Lambrusco, facendolo conoscere per quel che è veramente: cioè un vino che può avere grandi qualità e potenzialità in tutti i suoi aspetti. Una necessità perché per il periodo che stiamo attraversando in Italia con il solo mercato interno diventa più complicati per un’azienda ad andare avanti e cercare di inserirsi in determinati mercati più sicuri può essere molto utile”. 

Quali i mercati di riferimento? E in prospettiva? “Al momento in Europa vendiamo e siamo apprezzati in Svizzera, Germania, Belgio, Danimarca e Francia. E poi ci sono mercati “buoni” come Stati Uniti, Giappone e Australia”. Servono ancora le Fiere per gli incontri internazionali con gli esperti di settore e gli importatori? “Soprattutto per realtà familiari come la nostra Le Fiere possono essere importanti, per esempio il Vinitaly o il Prowein di Dusseldorf sono manifestazioni ideali dove acquisire contatti”.

Come ci si prepara, in azienda, a un mercato “nuovo”? “Per cominciare – continua Alessio Bompani – si cerca di individuare quello che può essere il mercato giusto per un’azienda come la nostra. Si cerca di capire se in un determinato Paese può essere recepito un prodotto di qualità come il nostro o no. Per esempio, in alcuni Paesi che hanno un’economia ‘emergente’ (Centro-Sud America o Cina) e che possono risultare molto prolifici, in realtà diventa molto difficile per noi inserirsi in quanto sono sempre richieste quantità molto grandi, e a prezzi molto inferiori ai nostri contro i quali noi non possiamo concorrere”. Cosa fare allora? “Puntiamo a nazioni dove c’è già una cultura sul vino e dove è possibile trovare una vasta clientela che ricerca prodotti di nicchia come il nostro: Nord America, Europa e Giappone. I principali nostri referenti sono importatori e distributori che lavorano solo ed esclusivamente nel canale Ho.Re.Ca e non nella GDO. Per valorizzare il prodotto abbiamo deciso come scelta aziendale di non rivolgerci al mondo della grande distribuzione”.

Crede che le istituzioni aiutino realmente le nostre aziende proiettate all’estero o potrebbero fare di più? “Le istituzioni a volte si danno da fare come organizzare incontri B2B nelle varie manifestazioni come il Vinitaly dove possiamo presentare i nostri prodotti. Le istituzioni però potrebbero fare di più coinvolgendo e ascoltando di più le piccole cantine come le nostre”.

Quali sono i prodotti dell’azienda più gettonati all’estero? “Quando i potenziali clienti cercano cantine come la nostra stanno cercando un prodotto di qualità. Al momento i prodotti più gettonati sono quelli della nuova Linea Essenze in Purezza. Si tratta di una linea di alta qualità di vini prodotti con uve selezionata sin dalla campagna”.

C’è differenza, in quanto a prodotti, tra le vendite in Italia e quelle all’estero? “Al momento il nostro mercato principale è quello nazionale, principalmente il Nord. Se dobbiamo fare una rapporto tra il mercato nazionale ed estero al momento è del 85% il primo ed il 15% il secondo”.

Che si aspetta dal futuro più prossimo? E in prospettiva? “Le previsioni per il future sono buone. L’intenzione è di ampliare e consolidare la nostra presenza nei mercati dove siamo già presenti. Cercare di entrare in nuovi mercati, soprattutto in Europa. Aumentare in modo significativo la nostra presenza nel mondo. Con la storia e la cultura del Lambrusco e dei territori. Dobbiamo raccontarci”.

 

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