Turismo, Josè Maria Gonzales direttore Gruppo Vertice: “Lieve recupero dal secondo trimestre”

Nell’annus horribilis del turismo mondiale e sivigliano, quello della chiusura di istituzioni come il Becquer, l’Alfonso XIII, il Melia, il Dona Maria, un gruppo, quello dell’Hotel Vertice (Sevilla, Sevilla Aljarafe, Roomspace Madrid, e gli appartamenti Sevilla Aljarafe e Bib Rambla Sevilla) ha teso la sfida al Covid e avuto l’orgoglio di restare aperto. Ne parliamo con il direttore, Josè Maria Gonzales, e ne approfittiamo per fare il punto sul settore.

Come avete passato questi mesi di emergenza? “Con tanta incertezza e nervosismo, sempre a vedere cosa poteva succedere nelle settimane seguenti. Siamo sopravvissuti investendo con fondi nostri e con prestiti statali. Continuiamo a vivere in piena crisi, con una occupazione del 35% circa”.

Cifre confermate dall’Associazione Hotels, a  fronte del 78% in condizioni normali. I dati del 2019 ci dicono che 3.121.932 turisti hanno alloggiato a Sevilla, metà provenienti dal mercato nazionale e metà dal resto del mondo, e appunto solo un 35% è rimasto.

Come si esce da questa congiuntura avversa? “Abbiamo fatto una previsione che si comincia una lenta ma speriamo in un recupero nel secondo trimestre dell’anno prossimo. Dal 1 aprile a fine dicembre abbiamo un’aspettativa realistica di arrivare al 50% dei posti occupati, il che significa un aumento significativo ma non decisivo, chiaramente”.

Incentivare allora i viaggi economici? “Non credo sia lo soluzione. Può essere importante, ma è poco in termini di numeri. Crediamo che il tasso di occupazione vada in parallelo ai vaccini. Dobbiamo garantire misure sanitarie perfette e sicurezza. Mi sono personalmente occupato – continua il direttore del Gruppo Vertice – per molti anni del mercato asiatico e so che ritorneranno quando avranno capito che la popolazione spagnola è vaccinata per intero”.

Poter lavorare in tutta sicurezza come prima non sarà semplice nell’anno che verrà. Le strategie di cui ci parla Josè Maria Gonzales sembrano però le uniche di buon senso. Bisogna riconoscere a questo Gruppo sevillano una grande dose di pragmatismo e orgoglio. Il loro albergo madrileno è stato requisito per mesi per ricoverare pazienti Covid. “Ce lo hanno restituito dopo 4 mesi in perfette condizioni. Non solo. Ci hanno consegnato una targa di merito e una lettera di complimenti. Una grande soddisfazione”.

Laddove funziona la collaborazione pubblico-privato si possono ottenere grandi risultati. Speriamo che sia così anche per il futuro più prossimo del turismo a Siviglia, Spagna e naturalmente Italia.